Agenzie per il lavoro, in arrivo un salasso per i piccoli operatori

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In arrivo un inatteso salasso per le piccole Agenzie di somministrazione e di intermediazione di manodopera.

Il Decreto Ministeriale attuativo dell’intesa Stato Regioni firmata il 21 dicembre 2017- in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – introduce, infatti, un sostanzioso appesantimento dei requisiti organizzativi che devono essere posseduti dalle Agenzie per il lavoro, che non avrà un impatto rilevante per gli operatori medio-grandi mentre potrebbe genere un forte incremento di costi a carico delle imprese con dimensioni ridotte.

Il testo del Decreto, infatti,  innalza – portandolo da quattro a sei – il numero minimo di sedi operative che ciascuna Agenzia per il lavoro deve possedere per ottenere e mantenere l’autorizzazione a svolgere le attività di somministrazione di manodopera e intermediazione tra domanda e offerta di lavoro; le sedi – come in precedenza – devono essere distribuite su almeno quattro diverse regioni.

Il decreto definisce le sedi come strutture “operative adibite a sportello”, chiarendo che deve trattarsi di locali che garantiscono una fascia minima di apertura al pubblico non inferiore a 20 ore settimanali; presso ciascuna sede operativa devono essere presenti almeno due operatori.

Il nuovo decreto precisa anche – con una formula che non mancherà di generare equivoci, in relazione agli effetti che può generale sull’inquadramento del personale – che per ogni unità organizzativa dovrà essere indicato un responsabile “anche con funzioni di operatore”.

Viene precisato, inoltre, che i locali adibiti allo svolgimento dell’attività dovranno essere conformi alla disciplina edilizia e urbanistica vigente e che dovranno essere muniti di attrezzature, spazio e materiali “idonei allo svolgimento dell’attività, in coerenza con il servizio effettuato”.

All’esterno dei locali dovranno essere indicati – ove presenti – gli estremi del provvedimento di accreditamento e il tipo di servizi al lavoro che si possono erogare.

Merita di essere ricordato che l’accreditamento è il meccanismo mediante il quale un operatore viene “abilitato” dalla Regione o dall’ANPAL ad erogare, per conto di un committente pubblico, un servizio al lavoro, nozione aperta che include tutte le attività di volta in volta definite dalla normativa locale o nazionale. Diverso è il provvedimento di autorizzazione, che consente a un’Agenzia per il lavoro di erogare alcuni specifici servizi previsti dalla legge (somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale, outplacement) in concorrenza con gli altri operatori e senza necessità di raccordarsi con la pubblica amministrazione.

Le regole contenute nel nuovo Decreto entreranno in vigore dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e dovranno essere rispettate per tutti i soggetti che presenteranno la domanda di autorizzazione successivamente. Invece, per le Agenzie per il lavoro già autorizzate, le nuove regole (con i maggiori costi che ne derivano) dovranno essere applicate solo dopo 12 mesi dalla data di pubblicazione.

(Il Sole 24 Ore 14 febbraio 2018)

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