Il Jobs Act non c’entra nulla con il “caso braccialetto”. Il vero tema è la rivoluzione digitale.

Posted by

Tutta colpa del Jobs Act. Non c’era dubbio che, con la campagna elettorale in corso, la polemica sugli strumenti di controllo a distanza avrebbe coinvolto la riforma del mercato del lavoro approvata nel 2015. Cerchiamo di capire se questa polemica ha fondamento.

Il d.lgs. n. 151/2015 ha riscritto l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, la norma che vietava i controlli a distanza sui lavoratori, cercando di adeguare un principio sacrosanto – il diritto del dipendente a non essere controllato continuamente mentre lavora – ai mutamenti tecnologici intervenuti dopo il 1970, l’anno in cui fu approvato lo Statuto.

In particolare, è stata confermato il principio che subordinava l’installazione degli apparecchi di controlla a distanza i lavoratori al consenso delle rappresentanze sindacali o, in mancanza, degli organi pubblici di vigilanza.

Nel caso balzato all’onere della cronaca di questi giorni, il “braccialetto” sarebbe, quindi, utilizzabile solo se le organizzazioni sindacali o, in mancanza, i servizi di vigilanza ritenessero che lo strumento risponde a una delle finalità giudicate espressamente come lecite dalla legge (esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale).

L’accordo o l’autorizzazione preventiva non servono più – ed è questa la novità più rilevante introdotta con la riforma del 2015 – per gli strumenti utilizzati dal lavoratore per “rendere la prestazione lavorativa” (così recita testualmente il nuovo art. 4 dello Statuto).

La nozione ha un certo margine di indeterminatezza che rende difficile comprendere cosa possa essere utilizzato senza autorizzazione, e cosa invece richieda ancora questo passaggio.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dopo qualche apertura iniziale, ha assunto una posizione molto rigida, ritenendo che qualsiasi strumento capace di controllare a distanza un lavoratore possa beneficiare del regime agevolato solo qualora sia strettamente indispensabile, nel senso che il lavoratore, se dovesse privarsi di tale apparecchio, sarebbe impossibilitato a svolgere le sua mansioni. E’ una lettura molto rigida, che probabilmente va oltre la intenzioni del legislatore, ma va tenuta in debita considerazione, anche perché lo stesso ITL è molto rigoroso circa l’autorizzazione amministrativa all’utilizzo di qualsiasi strumento di controllo a distanza.

Un’altra grande novità del Jobs Act – che rafforza, e non riduce, le tutele – riguarda il diritto del dipendente di ricevere l’informativa (disciplinata dal codice privacy) circa le modalità con cui funzionano gli strumenti di controllo utilizzati dall’azienda e la tipologia di controlli che questi apparecchi consentono di eseguire. La mancata consegna dell’informativa rende inutilizzabili ai fini disciplinari le informazioni eventualmente acquisite.

Le regole del codice privacy diventano protagoniste anche da un diverso punto di vista: una volta che l’apparecchio tecnologico è stato installato, non è possibile fare un utilizzo indiscriminato delle sue potenzialità di controllo. Il datore di lavoro deve, infatti, rispettare alcuni principi specifici (pertinenza, correttezza, non eccedenza del trattamento e divieto di profilazione) che impediscono un controllo massivo e indiscriminato della prestazione.

Il Jobs Act, quindi, non c’entra niente: le tante questioni che pone questa vicenda sono figlie della rivoluzione digitale che sta travolgendo anche le forme e le regole tradizionali del lavoro. Una questione troppo grande per essere risolta da una singola norma, pure importante.

(Giampiero Falasca, Il Sole 24 Ore, 4.1.18)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...