Congedi del padre, conferme e novità con la legge di Bilancio

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Filippo Chiappi

 

Come è noto, a partire dal 1° gennaio 2013, sperimentalmente fino a 2015 (prorogato ora per il 2016-17-18), il padre entro cinque mesi dalla nascita del bambino è obbligato, quindi non è una facoltà, a prendersi  2 giorni di astensione dal lavoro ( 4 nel 2018), per occuparsi del bambino. La norma dice che questa giornata viene pagata al 100% a carico dell’Inps. Il lavoratore è tenuto a comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro i giorni  prescelti con un preavviso di almeno 15 giorni, ove possibile in relazione all’evento nascita, sulla base della data presunta del parto. Significa che se la richiesta è relativa all’evento della nascita già avvenuta, la richiesta si intende che debba avvenire almeno 15 giorni prima rispetto a quando si vuole godere. Mentre se invece non è nato (da qui il termine “in relazione all’evento nascita”) i 15 giorni sono calcolati come “un prima, un preavviso” della data presunta del parto. Sono due giorni di congedo che si aggiungono al congedo di maternità obbligatorio della madre. A decorrere dal 2018, i giorni saranno ben 4!

Il congedo obbligatorio non può essere frazionato ad ore, da godere anche in via non continuativa, e non raddoppia in caso di parto purimo .

Sempre in via sperimentale per gli anni 2013-2016 (MA NON PROROGATO PER IL 2017), entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, il padre lavoratore dipendente aveva la facoltà di astenersi per un periodo di due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. In particolare, la fruizione del congedo facoltativo di uno o due giorni, anche continuativi, da parte del padre, era condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del congedo post-partum della madre per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre. Sempre per IL CONGEDO FACOLTATIVO, il lavoratore papà doveva notificare al proprio datore di lavoro la richiesta del congedo facoltativo di due giorni, ALMENO 15 GIORNI PRIMA DEL GODIMENTO. A tale richiesta, il papà lavoratore, doveva allegare la dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità OBBLIGATORIA a lei spettante per un numero di giorni equivalente a quello fruito dal padre lavoratore. La stessa comunicazione doveva giungere anche al datore di lavoro della lavoratrice. La legge di Bilancio 2017, ripristinandolo,  ha previsto  come per l’anno 2018 il padre lavoratore dipendente può astenersi per un periodo ulteriore di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. In sostanza, trattasi di un giorno di congedo facoltativo che va, però, a ridurre per la pari durata il congedo della lavoratrice madre.

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