De Minimis e incentivi per l’occupazione, il punto sulla disciplina

Posted by

Filippo Chiappi

Nell’ambito degli incentivi all’occupazione ed allo sviluppo delle imprese, una questione di non facile gestione è quella relativa alla definizione degli aiuti di stato. Nella libera concorrenza nel mercato interno all’Unione Europea, gli Stati membri intervengono talvolta concedendo alle proprie imprese dei contributi/incentivi economici, sgravi contributivi ed altre faciltazioni con l’intento di promuovere e stimolare alcune attività produttive o proteggere alcuni settori merceologici. Agendo così, però, favoriscono alcune imprese a scapito dei concorrenti anche europei, falsando le regole della libera concorrenza. Questo metodo, prende il nome di “aiuti di stato” che risultano, di principio, vietati dal Trattato istitutivo della Comunità Europea. Infatti, la normativa sugli aiuti di stato ha tra i propri obiettivi quello di evitare che vengano poste in essere, dai singoli stati membri UE, delle misure e delle strategie contrarie alla sana e libera concorrenza, vietando tutte quelle misure che possano provocare distorsioni della concorrenza in quanto discriminanti tra le imprese che ricevono aiuti e quelle che non ne sono beneficiarie e possono, di conseguenza, costituire una minaccia per il funzionamento del mercato. Pertanto, in linea di massima, qualora concessi, gli aiuti di stato sono dichiarati illegittimi, e pertanto tali concessioni debbono essere restituiti da parte delle imprese.

Con il Regolamento U.E. n. 651/2014, il Consiglio della U.E. definisce alcuni aiuti alle imprese e lavoratori che per le finalità cui sono destinati non sottoposti al regime “vietato” degli aiuti di stato e possono, quindi, essere erogati liberamente. Le categorie di aiuti interessate devo avere un effetto di stimolo, incentivazione, rispettare criteri di trasparenza e ripercorribilità. Tra questi, la normativa europea cita gli aiuti regionali che hanno lo scopo di incoraggiare gli investimenti e l’occupazione, nonchè  le piccole imprese di nuova costituzione; gli aiuti agli investimenti ed all’occupazione in favore delle PMI; gli aiuti alla formazione e quelli in favore dei lavoratori svantaggiati e disabili; gli aiuti a favore di ricerca, sviluppo ed innovazione…..etc…etc.

Per semplificare la normativa relativa alla regolamentazione degli aiuti di stato, la Commissione Europea ha introdotto una regola chiamata “de minimis” (testualmente regola del “valore minimo”) la cui funzione è dettata dal Regolamento n. 1407/2013, citato nell’ allegato 1 Modello A. Tale norma stabilisce che, al di sotto di una determinata soglia quantitativa economica, gli aiuti possono essere erogati alle imprese senza che l’Istituzione erogatrice notifichi lo strumento di aiuto alla Commissione Europea, notifica che altrimenti è obbligatoria a cui deve far seguito specifica autorizzazione. Per la generalità delle imprese, il limite del de minimis, dal 1° gennaio 2014 e fino al 31 dicembre 2020, è fissato in 200.000 euro nel triennio (nell’arco di tre esercizi finanziari) mentre nel settore del trasporto su strada è fissato in € 100.000 ed in quello agricolo in € 15.000.

Il Bonus Giovani e Bonus Sud del 2017, così come altri incentivi occupazionali, soggiaciono alle regole europee sulla concorrenza, non essendo classificabili “aiuto generale” (come invece lo sgravio triennale previsto dalla Legge di Stabilita 2015 e  biennale nel 2016) ma specifico e settoriale in grado di determinare sperequazioni. Le aziende, pertanto, devono rispettare la regola sugli aiuti de minimis, oppure dimostrare, in caso di superamento, che l’assunzione realizza l’incremento netto occupazionale rispetto alla media dei dipendenti dei dodici mesi precedenti l’assunzione stessa. A proposito degli aiuti de minimis, la difficoltà maggiore è da sempre la classificazione degli stessi e l’identificazione dei vari enti erogatori, informazioni indispensabili per popolare la richiesta telematica (DiResco) dello sgravio all’INPS.

In realtà ad agevolare tale lavoro doveva essere il “Registro Nazionale degli Aiuti – (RNA)”, istituito presso la Direzione Generale per gli Incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo Economico (DGIAI), dalla Legge europea 2014 in vigore dal 18 agosto 2015. Il Registro Nazionale degli Aiuti è stato in lunga fase di gestazione trovando la definitiva operatività con decorrenza 12 agosto 2017. L’inps ha precisato che, a partire dall’entrata in vigore del Registro nazionale degli aiuti di Stato di cui all’articolo 52 della legge 234/2012,  provvederà al riconoscimento dell’incentivo solo dopo aver consultato il suddetto registro ed accertato che vi sia disponibilità, nel limite del regime “de minimis”, dell’intero importo massimo concedibile dell’agevolazione. Quattro saranno le funzioni del nuovo registro degli aiuti di stato: – censire le «misure di aiuto» (con il rilascio di un codice identificativo della relativa misura); –  individuare «gli aiuti individuali» (per la verifica del rispetto dei massimali «de minimis»);- gestire la lista cosiddetta «Deggendorf» (ovvero dei soggetti tenuti alla restituzione degli aiuti illegali censiti nel registro e oggetto di una decisione di recupero della Commissione europea); – certificare il rispetto del massimale «de minimis». Il registro genererà automaticamente dei documenti, definiti «visure», nei quali sarà data evidenza di tutti gli aiuti individuali riferiti al medesimo soggetto presenti nella banca dati nazionale.

Per cercare di dirimere alcuni dubbi, qui di seguito un riepilogo sugli aiuti di stato de minimis che, pur non essendo esaustivo, è alquanto utile per orientarsi in questa intricata materia. In special modo nella galassia della somministrazione di lavoro, dove l’agenzia per il lavoro ai fini della DiReSco dovrà cooperare consulenzialmente con l’impresa utilizzatrice che dovrà attestare il rispetto o meno del de minimis. Nella compilazione della dichiarazione sugli aiuti de minimis, bisogna seguire necessariamente alcune fasi conseguenziali.

1° step: determinare il triennio di riferimento rispetto alla data di assunzione del singolo lavoratore agevolato. È necessario individuare i due esercizi finanziari precedenti a quello di assunzione, indipendentemente dal periodo dell’anno nel quale la stessa è avvenuta (es. se l’assunzione avviene in data 15/02/2017, si dovranno dichiarare tutti gli aiuti “de minimis” fruiti negli esercizi finanziari 2017, 2016 e 2015);

2° step: calcolare il limite sommando tutti gli importi di aiuti “de minimis”, anche quelli concessi da altre Autorità nazionali, regionali o locali ottenuti nel triennio individuato, inclusa l’agevolazione da attribuire “incentivo Sud” o “Incentivo Giovani”. Per la verifica del mancato superamento del limite, devono essere sommati tutti gli importi degli aiuti ottenuti dal soggetto nel triennio così di seguito individuato, inclusa l’agevolazione per il caso a cui si riferisce il momento del calcolo. Rientrano nell’importo massimo, ad esempio, le assunzioni incentivate, i crediti d’imposta, gli sgravi per i contratti di lavoro agevolati (se superano il 25% dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi Inail), i finanziamenti agevolati, le garanzie su crediti, etc .

Il massimale de minimis, si riferisce al totale delle agevolazioni, in qualsiasi forma, ottenute dall’impresa in un periodo di tre esercizi finanziari. Pertanto, dal punto di vista dell’impresa il massimale, in pratica, è una sorta di tetto, riferito ad un periodo triennale, del totale delle agevolazioni ottenibili. In particolare, le agevolazioni in regime de minimis, sebbene interessano prioritariamente le PMI, sono applicabili a prescindere dalla dimensione dell’impresa; l’importo massimo totale degli aiuti di cui un’impresa può beneficiare in regime de minimis non può superare il tetto di 200 mila euro nell’arco di tre anni dal momento del primo aiuto de minims; infatti l’aiuto de minimis deve considerarsi erogato nel momento in cui sorge per il beneficiario il diritto a ricevere l’aiuto. Pertanto, dal momento esatto in cui l’aiuto entra nella disponibilità giuridica ed economica del benficiario, esso si considera erogato ed inizia a decorrere il triennio di riferimento. E ciò indipendentemente dalla data in cui il beneficiario ne abbia effettivamente goduto. Inoltre, il periodo di riferimento di tre anni deve avere un carattere mobile, nel senso che, in caso di nuova concessione di aiuto de minimis, l’importo complessivo degli aiuti de minimis concessi nei tre anni di osservazione, quello di erogazione e i due precendenti, deve essere ricalcolato. In pratica, ogni volta che è concesso un aiuto di Stato, bisogna considerare il totale degli aiuti concessi nei 2 anni precedenti più quelli dell’anno in corso di erogazione. In sostanza, ogni volta che il datore di lavoro assume un lavoratore con l’agevolazione dell’incentivo Sud o bonus Giovani deve effettuare nuovamente il calcolo dei limiti «de minimis» ricomprendendo nell’importo complessivo degli aiuti a titolo de minimis anche gli incentivi de minimis precedenti accolti, nell’arco del triennio.

3° step: verificare che l’incentivo Bonus Sud o l’incentivo Giovani od latri incentivi, non facciano superare i limiti “de minimis” previsti dai regolamenti comunitari. In caso di superamento bisognerà interrogarsi sull’incremento netto occupazionale ed il suo mantenimento.

4° step: dettagliare per ogni aiuto, come evidenziato nella dichiarazione, ente erogatore, codice fiscale erogatore, normativa di riferimento, importo agevolazione, data di erogazione.

E’ importante sottolineare il concetto di  data di erogazione con cui si fa riferimento alla data di concessione dell’aiuto. l’INPS, nel messaggio n. 20123 del 6/12/2012, riprendendo l’art. 3 comma 4 del Regolamento comunitario n. 1407/2013 chiarisce che gli aiuti si considerano concessi nel momento in cui, a norma del regime giuridico applicabile, all’impresa è accordato il diritto a ricevere gli aiuti, non rilevando né il momento della presentazione della domanda da parte del beneficiario, né quello dell’effettiva corresponsione dell’aiuto. Ad esempio, nel caso dello sgravio triennale per l’apprendistato di cui all’art. 22 L. 183/2011 il diritto a ricevere l’aiuto sorge al momento dell’assunzione, evento che realizza la condizione per fruire dello sgravio, altro esempio, nel caso dell’incentivo giovani genitori di cui al Dpcm 19 novembre 2010, il diritto sorge alla data dell’autorizzazione. Nel caso del super Bonus di cui al D.D. N. 16 del 3 febbraio 2016 il diritto sorge alla data dell’accoglimento dell’istanza. E così via. E’ interessante una sorta di tabella esemplificativa di alcuni aiuti che rientrano nel regime de minimis.

1) Agevolazione per l’assunzione di giovani registrati al Programma Garanzia Giovani 2017. L’agevolazione è soggetta alla regola del “de minimis”, lo sforamento è consentito esclusivamente qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto e nei limiti dell’intensità dell’aiuto conformemente a quanto previsto dall’articolo 32 del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014;

2) INCENTIVO OCCUPAZIONE SUD. Agevolazione per l’assunzione di giovani e disoccupati. L’agevolazione è soggetta alla regola del “de minimis”, lo sforamento è consentito esclusivamente qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto e nei limiti dell’intensità dell’aiuto conformemente a quanto previsto dall’articolo 32 del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014;

3) ESONERO CONTRIBUTIVO ASSUNZIONE SISTEMA DUALE (Legge di bilancio 2017). Per quanto concerne l’assoggettamento alla regola del de minimis la circolare Inps n. 109/2017 afferma come “per le sue caratteristiche, la norma non risulta, pertanto, idonea a determinare un vantaggio a favore di talune imprese o settori produttivi o aree geografiche del territorio nazionale. Si ritiene, conseguentemente, che la disciplina del predetto incentivo non sia sussumibile tra quelle disciplinate dall’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (aiuti concessi dallo Stato ovvero mediante risorse statali)”;

4) GIOVANI – Contratto di apprendistato. Il contratto si rivolge ai giovani nella fascia d’età 15-29 anni, ma esistono delle differenze in base alle tre tipologie di apprendistato: – Tra 15 e 25 anni compiuti nel caso dell’apprendistato per la Qualifica e il Diploma professionale, il Diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, – Tra i 18 i 29 anni nel caso dell’apprendistato professionalizzate (17 se in possesso della qualifica professionale) e per l’alta formazione e la ricerca.

Non soggetto alla regola del “de minimis” in quanto rientrante tra gli aiuti per l’assunzione di lavoratori svantaggiati, ai sensi dei regolamenti comunitari in vigore.

5) Incentivi per l’assunzione con contratto a termine o a tempo indeterminato di donne prive di impiego da almeno 24 mesi. Non soggetto alla regola del “de minimis” in quanto rientrante tra gli aiuti per l’assunzione di lavoratori svantaggiati, ai sensi dei regolamenti comunitari in vigore.

6) Incentivi per l’assunzione di lavoratori over ’50 disoccupati da oltre 12 mesiNon soggetto alla regola del de minimis in quanto rientrante tra gli aiuti per l’assunzione di lavoratori svantaggiati, ai sensi dei regolamenti comunitari in vigore;

7) LAVORATORI IN CIGS – Contratto a tempo pieno e indeterminato. Non soggetto alla regola del de minimis in quanto rientrante tra gli aiuti per l’assunzione di lavoratori svantaggiati, ai sensi dei regolamenti comunitari in vigore;

8) LAVORATORI IN NASPI – Contratto a tempo pieno e indeterminato. La concessione del beneficio è subordinata alla disciplina comunitaria degli aiuti de minimis, ai sensi dei regolamenti comunitari in vigore;

9) LAVORATORI CON DISABILITÀ. Per il regolamento (CE) 651/2014 l’intensità massima di aiuto concesso ai lavoratori con disabilità non può superare il 75% dei costi salariali relativi al periodo in cui il lavoratore con disabilità è impiegato;

10) Giovani genitori.  Incentivo per l’assunzione di  lavoratori iscritti nella “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori, rientra nel regime de minimis;

11) Sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo di maternità, paternità o parentale. Non rientrano nel regime del de minimis;

12) Deduzione Irap. Deduzione di 15.000 euro, o 21.000 se il lavoratore è di sesso femminile ovvero di età inferiore a 35 anni, impiegati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tale agevolazione è soggetta alla regola del de minimis (agevolazione massima 200.000 in tre esercizi).

13) D.lgs 81/2008 art.11 c.1 lett.a e c.5 – bando inail – incentivi alle imprese. L’Inail finanzia  le spese sostenute per la realizzazione di progetti di investimento per migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro o per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. L’Obiettivo è quello di incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Rientra nel regime de minimis

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...