Malattie, con il polo unico l’INPS riorganizza le visite di controllo 

Posted by

Filippo Chiappi 

 

Dal 1^ settembre 2017 si è dato via al polo unico per le visite fiscali di controllo previsto dalla riforma Madia. L’INPS ha la competenza esclusiva per le visite mediche di controllo dei dipendenti assenti per malattia, sia a richiesta di pubbliche amministrazioni od aziende private e sia d’ufficio. Accanto al settore privato, quindi, l’INPS ha acquisito la competenza sul settore del lavoro pubblico con riferimento a tutti i dipendenti con esclusione del personale di forze armate e vigili del fuoco. Tutto ciò in attesa che un decreto armonizzi le regole di disciplina tra pubblico e privato anche in merito alle fasce orarie di reperibilità (messaggio INPS n. 3265/2017). 

Lo stato di malattia può essere controllato, su richiesta del datore di lavoro o dell’INPS, esclusivamente attraverso apposite strutture sanitarie pubbliche. 

Per il Lavoratore del Settore Privato abbiamo le seguenti fasce di reperibilità:

7 gg su 7 compresi weekend e festivi

Mattina

10:00/12:00

Pomeriggio

17:00/19:00
Fasce di reperibilità e orari per i dipendenti pubblici
7 gg su 7 compresi weekend e festivi

Mattina

9:00/13:00

Pomeriggio

15:00/18:00
Nel settore della malattia l’INPS interviene nuovamente con la circolare 79/2017. L’Ente lamenta non pochi caso di inadempienza da parte dei medici curanti, che rilasciano ancora certificati su carta. Nel ribadire che l’inosservanza dell’invio telematico è, oltre che violazione della normativa, una fattispecie d’illecito disciplinare per i medici dipendenti da strutture pubbliche o per quelli convenzionati, l’INPS invita le sedi territoriali dell’istituto medesimo a segnalare alle aziende sanitarie locali (ASL) le inadempienze riscontrate. In sostanza, i medici che ignorano la trasmissione on-line saranno segnalati all’Asl per le sanzioni disciplinari. Si ricorda che ai sensi dell’art. 55-septies del dlgs n. 165/2001 l’inosservanza se reiterata, comporta a carico del medico il licenziamento o la decadenza della convenzione.
Ulteriore aspetto trattato dall’INPS nella medesima circolare è la ripresa anticipata dell’attività lavorativa del prestatore.In tal caso è obbligo del lavoratore richiedere la rettifica del certificato allo stesso medico che ha redatto il certificato con la prognosi più lunga. Dal momento che in molti casi tale adempimento non è osservato, con il rischio della duplicazione dei pagamenti, sia l’indennita’ di malattia INPS che la retribuzione ordinaria del datore di lavoro, l’INPS annuncia nuove strutture sanzionatorie: nel caso di ripresa anticipata del lavoro senza certificato, saranno applicate le sanzioni previste per le assenze ingiustificate a visita di controllo. In sostanza si tratta di un apparato sanzionatorio per i lavoratori che omettono di presentare telematicamente un nuovo certificato per il rientro anticipato al lavoro. Le sanzioni comportano il conseguente mancato indennizzo delle giornate di malattia per :
– un massimo di dieci giorni di calendario, dall’inizio dell’evento in caso di prima assenza alla visita di controllo non giustificata;
– il 50% dell’indennnita’ nel restante periodo di malattia, in caso di seconda assenza alla visita di controllo non giustificata;
– Il totale della indennità, dalla data della terza assenza alla visita di controllo non giustificata.
Infine, ricordiamo come il certificato di malattia deve essere trasmesso dal medico con modalità on-line. Il lavoratore è esonerato dall’obbligo di invio dell’attestato al proprio datore di lavoro, il quale può ottenerlo da se’ e visualizzarlo tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’INPS. 
Qualora la trasmissione telematica non sia possibile, il lavoratore deve farsi rilasciare dal medico curante il certificato di malattia redatto in forma cartacea. In tale situazione, il lavoratore, deve entro due giorni dalla data di rilascio, presentare oppure inviare per posta il certificato alla sede territoriale INPS di competenza e l’attestato al proprio datore di lavoro, per non incorrere nelle sanzioni consistenti nella perdita del diritto all’indennita’ di malattia per ogni giorno di ingiustificato ritardo nell’invio oltre il suddetto termine dei due giorni.
Anche per i certificati di ricovero e di malattia rilasciati da parte delle strutture ospedaliere è richiesto l’invio telematico. Qualora, invece, i certificati siano redatti in formato cartaceo , vanno presentati o inviati, a cura del lavoratore, alle sedi INPS competenti ed al datore di lavoro, privi di diagnosi, entro due giorni dalla data di rilascio. Nel caso di certificati di ricovero la consegna può avvenire anche oltre i due giorni dalla data di rilascio ma comunque entro il termine di un anno di prescrizione dalla prestazione. Le attestazione di ricovero e di pronto soccorso prive di diagnosi non sono ritenute valide a livello certificativo ai fini del riconoscimento della prestazione previdenziale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...