Arriva il reddito di inclusione per combattere la povertà

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Filippo Chiappi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che prevede dal primo gennaio 2018, il reddito d’inclusione, in sostituzione del Sia (sostegno dell’inclusione attiva ) e dell’Asdi (assegno di disoccupazione).
Il reddito di inclusione (REI), è una nuova forma di sostegno al reddito dei più poveri, più precisamente rappresenterà la misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.
La misura si rivolge ai nuclei familiari in condizioni di povertà ed entrerà in vigore da gennaio e consisterà in un sussidio mensile tra i 187,45 nel caso di un solo componente e i 485,41 euro nel caso di cinque componenti , per un massimo di 18 mesi, rinnovabili dopo sei mesi di pausa dalla precedente fruizione, per ulteriore 12 mesi. In specie:

un solo componente. Importo mensile 187,50  – 2250 annui

Due componenti. Importo mensile 294,38 -3532,56 annui

Tre componenti. Importo mensile 382,50 – 4590,00 annui

Quattro componenti. Importo mensile 461,25 – 5535,00 annui

Cinque o più componenti. Importo mensile 485,41 – 5824,92 annui

In ogni caso, l’importo non può eccedere la misura dell’assegno sociale (L’ importo è pari ad euro 5.824,91 annui).  È erogato mensilmente in 12 rate, mediante la carta acquisti che assume la nuova denominazione di Carta Rei e che consentirà di fare prelievi di contanti per la metà dell’importo dell’assegno.

Il costo annuale della misura è di circa 2 miliardi di euro: si stima che potranno richiederlo circa 400 mila famiglie.

La misura del Rei si articola anche di una seconda componente ulteriore alla dimensione economica-monetaria. Si tratta di una serie di servizi rivolti alla persona orientati all’integrazione ed all’inclusione sociale nonché a svolgere un percorso di reinserimento lavorativo in specie per chi disoccupato.

In sostanza, chi riceve il Rei dovrebbe ricevere anche un supporto per mettere in atto «un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà».  In tal senso il governo, vista la scarsità di risorse, ha comunque stanziato nuovi fondi per potenziare i servizi sociali e i centri per l’impiego: saranno spessi 550 milioni di euro nei prossimi tre anni.

Il REI è stato introdotto, come detto, tramite decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri. Il nuovo sussidio, quindi, è immediatamente effettivo e non ha bisogno di ulteriori voti da parte del Parlamento.

Per ottenere il REI bisogna avere un valore dell’ISEE (il principale indicatore del reddito familiare) non superiore a 6 mila euro.

Inoltre, non può riceverlo chi ha un patrimonio oltre i 20 mila euro, esclusa l’eventuale prima casa.

Il reddito di inclusione sarà assegnato in maniera prioritaria alle famiglie con figli minorenni o disabili, a donne in gravidanza e ai disoccupati ultra-cinquantenni.

Si potrà lavorare e contemporaneamente ricevere il sussidio, a patto di rispettare i requisiti ISEE.

Non avrà diritto al REI chi invece al momento sta già ricevendo altri sussidi per la disoccupazione. Infatti, il Rei non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, di Naspi o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione.

Si potrà fare domanda per ottenere il REI a partire dal prossimo primo dicembre, consegnando all’INPS una dichiarazione ISEE precompilata. Una volta ottenuto il REI, si riceverà il sussidio per un massimo di 18 mesi. Poi sarà necessaria una pausa di sei mesi prima di poterlo chiedere per una seconda volta.

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