Con la legge sulla concorrenza arriva maggiore flessibilità su TFR e previdenza complementare 

Posted by

Filippo Chiappi
La nuova legge sulla concorrenza n. 124/2017 pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 14 agosto 2017 apporta delle modifiche in tema di tfr e previdenza complementare.
La contrattazione collettiva potrà determinare la quota minima di Tfr maturando da destinare alla previdenza complementare e per i lavoratori disoccupati sarà più facile riscuotere sotto forma di rendita anticipata il capitale accumulato nel fondo pensione. Nel contempo si avvierà un tavolo di confronto per una riforma del sistema previdenziale complementare. Sono queste le principali novità contenute nel disegno di legge annuale sulla concorrenza approvato dal Senato in via definitiva e pubblicato in G.U.. Le modifiche vengono incontro alle sollecitazioni della Covip con l’obiettivo di agevolare le ade­sioni alla previdenza complementare anche nelle aziende con meno di 50 dipendenti, per le quali si continua a riscontrare un tasso di penetrazione basso.
Come noto, la destinazione del Tfr maturando al fondo complementare (chiuso od aperto pip) è una scelta libera del lavoratore che può decidere se lasciare la liquidità nell’impresa (e riscuoterla per intero alla fine della carriera lavorativa con le consuete modalità) o se metterla nel fondo pensione per ottenere una rendita pensionistica integrativa della pensione pubblica obbligatoria. In ogni caso il trasferimento del Tfr avviene per intero ossia al 100%. 
In sostanza il lavoratore ha solo due alternative: o trasferire l’intera quota del TFR maturando alla previdenza complementare o lasciarla all’azienda e riceverla una volta cessato il rapporto di lavoro. 
Sebbene sia di nostra conoscenza come nelle aziende sino a 49 dipendenti il conferimento del tfr in azienda fa si che la gestione sia di completa competenza del datore di lavoro (tfr resta in azienda). Nelle imprese con almeno 50 dipendenti il Tfr optato in azienda deve essere versato dal datore di lavoro al fondo tesoreria costituito presso l’INPS. Per poi essere erogato alla cessazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro conguagliando lo stesso nel conto fondo tesoreria INPS nell’ambito della ratio di contributo INPS.
Qualora il tfr resti inoptato, ossia nessuna scelta del lavoratore, il tfr comunque sia ed a prescindere dalla classe dimensionale scorre in previdenza complementare secondo precisi criteri. Nel fondo pensione integrativa chiuso di settore ossia aziendale o da contrattazione collettiva ovvero se questi fondi non sono stati costituiti, slitterà al fondo pensione operativo INPS detto fondinps. 
Con la modifica appena approvata, invece, gli accordi collettivi anche a livello aziendale potranno decidere quanta parte del Tfr maturando potrà essere destinato alla previdenza complementare e quanta lasciarne in azienda in modo da superare le resistenze dei lavoratori connesse alla perdita integrale di tale forma di liquidità: dal momento che abbiamo detto come il novellato assetto, prevedeva lo spostamento del tfr nella misura del 100%. 
La modifica approvata specifica comunque che, in assenza di indicazioni da parte della contrattazione collettiva circa la quota destinata alla previden­za complementare, il conferi­mento continua acorrispon­dere al 100% del Tfr annual­mente maturato.
In sostanza, la norma concede margini di flessibilità alle parti sociali che firmano contratti e accordi collettivi, anche aziendali. Secondo le osserva­zioni che erano state fatte dalla Covip, con questa novità «le fonti istitutive potrebbero definire la misura del Tfr matu­rando da destinare alla previ­denza complementare nel modo più consono rispetto al­le esigenze dei soggetti inte­ressati dall’accordo». In definitiva, una nuova formula che in qualche modo dovrebbe scardinare il vecchio retaggio per cui il lavoratore non ha mai voluto perdere l’intero gruzzolo di Tfr accumulato in itinere lavorativo.
Una ulteriore novità concerne la possibilità di ottenere la pensione complementare prima delle attuali scadenze.Quella che tecnicamente viene definito prepensionamento integrativo complementare .
Per il conseguimento della pensione integrativa valgono gli stessi requisiti fissati per il diritto alla pensione obbligatoria pubblica erogata dall’INPS. In sostanza, quando il lavoratore ha maturato i requisiti per la pensione pubblica, e ha partecipato per un periodo di almeno cinque anni alla previdenza complementare, può trasformare la sua posizione individuale in pensione integrativa (rendita).
Le regole novellate prevedevano la possibilità di anticipare l’ottenimento della pensione complementare, in caso di cessazione del lavoro e disoccupazione da più di 48 mesi, e per un anticipo massimo di cinque anni rispetto ai requisiti ordinari per il pensionamento pubblico esteso come requisiti alla pensione complementare.
Da segnalare ora la novella che riguarda la facoltà di conseguire le prestazioni in via anticipata in favore di chi è rimasto senza lavoro per un periodo superiore a 24 mesi (contro i 48 mesi previsti dalla normativa vigente) a condizione che l’aderente risulti a non più di cinque anni dal pensionamento nel regime pubblico obbligatorio (elevabili a 10 anni dagli statuti delle forme di previdenza in questione). 
L’anticipo in questione può riguardare sia tutta la pensione integrativa maturata e sia parte di essa e può essere richiesta anche in forma di rendita temporanea: temporanea da intendersi fino alla maturazione dei requisiti per il diritto alla pensione obbligatoria, criteri estesi anche alla complementare.
Il disegno di legge prevede, infine, la convocazione di un tavolo di consultazione per avviare un processo di riforma delle forme pensionistiche complementari. Tra le finalità di quest’ultima il riferimento all’individuazione di strumenti di informazione per l’educazione finanziaria e previdenziale ed in materia di forme di gestione del risparmio inteso alla corresponsione delle prestazioni previdenziali complementari

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...