Riccardo Maraga

Anche la singola componente della rappresentanza sindacale unitaria in azienda può indire assemblee retribuite. 

A stabilirlo è la recentissima sentenza della Corte di cassazione, sez. un. civ., 6 giugno 2017 n. 13978 

Ma andiamo per ordine. 

I più attenti lettori ricorderanno che il 13 dicembre 2016 commentammo su questo portale (https://lavoroeimpresa.com/2016/12/13/a-chi-spetta-il-diritto-di-convocazione-dellassemblea-sindacale-la-cassazione-coinvolge-le-sezioni-unite/) l’Ordinanza 24443 del 30 novembre 2016 con cui la Cassazione aveva deciso di rimettere alle Sezioni Unite la questione attinente la legittimazione da parte della RSU ad indire l’assemblea retribuita di cui all’art. 20 dello Statuto dei lavoratori.

In particolare, la Cassazione con la predetta ordinanza rilevava che in seno alla giurisprudenza coesistono due diversi orientamenti:

a) da un lato, pronunce che ritengono titolare del diritto di assemblea solo la RSU, intesa come organismo collegiale, e non le singole sigle sindacali che ne fanno parte (Cass. n. 28355/2002).

b) Sul fronte opposto si collocano quelle decisioni, per le quali il diritto di assemblea può essere riconosciuto anche alle singole sigle sindacali che fanno parte della RSU, a patto che siano sigle dotate di adeguata rappresentatività in seno all’azienda ai sensi dell’art. 19 dello Statuto dei Lavoratori.

Le Sezioni Unite risolvono definitivamente il contrasto interpretativo chiarendo che, pur in presenza dell’organismo collegiale, permanga il potere delle singole componenti di indire un’assemblea retribuita.

L’iter logico seguito dalla Corte richiama le vicende che hanno condotto alla nascita delle RSU. Prima dell’accordo istitutivo delle rappresentanza sindacali unitarie (l’Accordo Interconfederale del 1993) la legge riconosceva il potere di indire l’assemblea alle singole rappresentanze sindacali aziendali costituite ai sensi dell’art. 19 Statuto dei lavoratori.

Il fatto che l’Accordo interconfederale abbia istituito e disciplinato le rsu non priva le singole componenti dell’organismo di indire l’assemblea.

Le Sezioni Unite risolvono un dubbio interpretativo che non rappresenta una mera speculazione teorica ma, al contrario, un problema concreto per aziende e rappresentanti dei lavoratori.

La controversia che ha condotto la questione dinanzi alle Sezioni Unite scaturiva infatti da un ricorso ex art. 28 Statuto dei lavoratori intentato da una organizzazione sindacale contro una azienda che aveva negato alla organizzazione il diritto di assemblea aderendo, appunto, alla linea interpretativa secondo cui la convocazione doveva essere dell’intero organismo collegiale e non della sigla individuale che ne faceva parte. Il sindacato aveva ravvisato nella condotta aziendale gli estremi del comportamento antisindacale.

La decisione in commento servirà dunque ad orientare l’operato dei sindacati e delle aziende e ad evitare l’insorgere del contenzioso sul punto.

 

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