PA: nullo il licenziamento senza ufficio disciplinare, ma su richiesta di parte 

Posted by

Riccardo Maraga

Nell’ambito del pubblico impiego contrattualizzato, in assenza dell’ufficio per i procedimenti disciplinari, è nulla la sanzione del pubblico dipendente. Tuttavia la nullità opera solo se questi propone tempestivamente in giudizio la relativa deduzione. 

E’ quanto stabilito recentemente dalla Corte di Cassazione con la sentenza 24 marzo 2017 n. 7687.

Ma procediamo per ordine.

Come noto, nell’ambito dei rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, l’art. 55-bis, comma 4, d.lgs. n. 165/2001 impone che tutte le fasi del procedimento disciplinare siano svolte esclusivamente dall’ufficio competente per i procedimenti disciplinari (U.P.D), il quale è anche l’organo competente all’irrogazione delle sanzioni disciplinari, ad eccezione di quelle comprese tra il rimprovero scritto e la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione sino a 10 giorni.

La Giurisprudenza ha, con un orientamento consolidato, affermato che il procedimento disciplinare instaurato da un soggetto o da un organo diverso dall’ufficio individuato dalla legge, anche laddove questo non sia ancora stato istituito, è illegittimo e la sanzione irrogata è nulla.

La Giurisprudenza è giunta a tali conclusioni riconducendo il provvedimento emesso da un organo diverso dall’U.P.D. alla figura giuridica dell’atto emanato in violazione di norme imperative inderogabili sulla competenza (cfr. Cass. sent. n. 11636/2016; Cass. sent. n. 22487/2016).

La sentenza in commento non si discosta da questo orientamento che, anzi, richiama ma specifica e chiarisce che la predetta nullità per violazione di norme imperative non può essere rilevata dal Giudice, giacchè il principio della rivelabilità d’ufficio della nullità, sancito dall’art. 1421 c.c., in casi come questo, va raccordato con il principio della domanda, per il quale se quello specifico vizio del licenziamento non è stato dedotto dal lavoratore, al Giudice non è concesso rilevarlo d’ufficio pronunciando, così, ultra petitum.

Sulla scorta di queste argomentazioni la Corte, pur rilevando che il licenziamento era stato intimato da organo diverso dall’ufficio procedimenti disciplinari e che, dunque, tale provvedimento espulsivo era affetto da nullità, rigetta il ricorso, in quanto il lavoratore aveva omesso di eccepire tempestivamente tale profilo di illegittimità del recesso datoriale impedendo, così, al Giudice di rilevarlo d’ufficio.

Si tratta, senza dubbio, di una interpretazione assolutamente non pacifica in giurisprudenza.

Basti ricordare, infatti che la Cassazione, con sentenza 28 agosto 2015, n. 17286 ha ritenuto, al contrario, legittimamente esercitato il potere di rilevazione officiosa delle nullità verificatesi nel procedimento disciplinare, evidenziando che la nullità della sanzione derivata dalla violazione dell’iter legislativo previsto per la sua irrogazione, rientra nella categoria delle nullità di protezione, atteso che la procedura garantistica prevista in materia disciplinare è inderogabile ed è fondata su un evidente scopo di tutela del contraente debole del rapporto.

Si scontrano, dunque, due interpretazioni profondamente difformi: l’analisi della Giurisprudenza che verrà a seguire potrà far capire a quale dei due orientamenti verrà dato maggiore credito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...