Riccardo Maraga

 Il Ministero del Lavoro ha reso note le istruzioni operative per il trattamento di integrazione salariale straordinaria concedibile ad imprese operanti nelle aree di crisi industriale complessa per il 2017.
La circolare n. 7 del 24.03.2017, infatti, interviene a chiarire l’operatività dell’istituto nell’anno in corso.

Come noto, l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 ha previsto il finanziamento, per l’anno 2017, dell’intervento straordinario di integrazione salariale introdotto dall’articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, per un importo di 117 milioni di euro a carico del Fondo Sociale per Occupazione e Formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, mediante utilizzo delle disponibilità in conto residui.

La circolare in esame non modifica criteri e requisiti di accesso alla prestazione, che restano quelli indicati dalla legge e dalla circolare n. 30 del 14.10.2016, ma interviene solo a chiarire come tale beneficio opera nell’annualità in corso.

Il trattamento di integrazione salariale straordinario di cui al comma 11-bis dell’art. 44 del D.Lgs. n. 148/2015, per il 2017, è destinato a quelle imprese che, avendo già beneficiato a qualunque titolo di precedenti trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, conclusi nell’arco temporale 2016 – 2017, si trovino, nel 2017, nell’impossibilità di ricorrere ulteriormente ad un trattamento di integrazione salariale straordinaria, sia in base alle disposizioni del D.Lgs. n. 148/2015, sia in base alle disposizioni attuative dello stesso.

Si tratta, dunque, sulla falsariga di quanto previsto per le imprese di rilievo strategico nazionale, di una misura volta a consentire a imprese situate in contesti particolarmente difficili di beneficiare di questo ammortizzatore sociale per un periodo ulteriore rispetto a quello generalmente concesso dalla legge.

Il trattamento di integrazione salariale straordinaria può essere autorizzato sino al limite massimo di 12 mesi per l’anno 2017. A tal fine, in considerazione della specialità della normativa in esame, si ritiene che in presenza di un accordo sottoscritto nell’anno 2017, con domanda ed inizio della sospensione o riduzione di orario sempre nel 2017, sia possibile concedere il trattamento della durata di dodici mesi, anche superando il limite temporale del 31.12.2017, fermo restando il limite di spesa complessivo e quello definito dalle risorse assegnate ad ogni singola Regione. 

Saranno prese in considerazione solo le istanze presentate entro il 31.12.2017, con accordo ministeriale sottoscritto nel 2017 e, naturalmente, con sospensioni o riduzioni di orario iniziate nel 2017.

Per quanto concerne le risorse finanziarie disponibili, il trattamento straordinario di integrazione salariale può essere autorizzato nel limite di spesa di 117 milioni di euro per l’anno 2017.

Nelle more dell’emanazione del decreto interministeriale di ripartizione delle risorse, le imprese possono, intanto, sottoscrivere gli accordi regionali e iniziare le sospensioni o riduzioni di orario, inoltrando la richiesta di convocazione alla Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e delle Relazioni Industriali, la quale può, pertanto, procedere alla sottoscrizione degli accordi.

Per quanto concerne l’individuazione dei territori beneficiati da questa misura, occorre fare riferimento alle aree di crisi industriale complessa riconosciute da apposito decreto del Ministero dello Sviluppo economico. Alla data del 08.10.2016 tali aree erano 14 .

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