Filippo Chiappi

Il nuovo decreto sulle semplificazioni amministrative (Dlgs n. 151/2015), interviene sul sistema degli incentivi per i lavoratori disabili, ridisegnando completamente l’assetto normativo. Rispetto al passato, si rivolge non solo ai datori di lavoro che assumono lavoratori disabili con il meccanismo delle “convenzioni” ma anche a coloro che assumono con il meccanismo della richiesta nominativa nonchè attraverso il sistema per cui gli uffici competenti avviano d’imperio la risorsa disabile (una sorta di residuale richiesta numerica) nel caso di non rispetto dell’obbligo.  L’incentivo riguarda sia i datori di lavoro che ricorrono al disabile perchè soggetti agli obblighi del collocamento obbligatorio e quindi della quota di riserva ai sensi della legge n. 68/99, sia i datori di lavoro che pur non essendo soggetti agli obblighi legali della quota di riserva perchè al di sotto della soglia dei 15 dipendenti o perchè pur obbligati hanno già ottemperato al quid, procedano comunque all’assunzione del diversamente abile iscritto al collocamento mirato (“rappresentando un di più”), seguendo le procedure normative. Un altro aspetto di rilievo rispetto al passato, è costituito dal fatto che la gestione degli incentivi relativi alle assunzioni dei disabili sono gestiti direttamente dallo Stato Centrale attraverso l’Inps, e non più dalle Regioni e Province Autonome. Il tutto sulla base di una “tortuosa”procedura telematica verso l’Inps. Inoltre, il sistema incentivante è subordinato alla verifica da parte del Centro per l’Impiego (Sez. collocamento mirato) della permanenza del rapporto di lavoro e dell’esperimento, qualora previsto, del periodo di prova con esito positivo. Risulta doveroso, a questo punto evidenziare come l’incentivo per l’assunzione è concesso nel rispetto dell’art 33 del Regolamento UE n. 651/2014, in virtù del quale il “disabile” conduce al bonus qualora rappresenti un aumento netto del numero dei dipendenti dell’azienda interessata rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. In sostanza, l’incentivo sarà d’ora in poi, in subordine alla realizzazione dell’incremento netto occupazionale. Tra l’altro, dalla lettura norma, si afferma come non rappresenti un incremento netto il disabile che vada ad occupare il posto reso vacante in seguito a dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti di età, riduzioni volontarie dell’orario di lavoro, licenziamento per giusta causa, e non licenziamenti collettivi per riduzione di personale.

L’utilizzo da parte del legislatore del termine “ai datori di lavoro è concesso……”,lascia ampi spazi di fruizione dell’incentivo per le APL, in tema di somministrazione di lavoro, unitamente anche alla gestione dei propri diretti. Resta inteso che l’auspicata circolare Inps I 13 giugno 2016, n. 99 , ha previsto anche l’incentivo a scopo di somministrazione (assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, sia nell’ipotesi in cui l’invio in missione sia a tempo determinato che nelle ipotesi in cui sia a tempo indeterminato): in tale caso, però, bisognerà fare i conti “operativi” con l’incremento netto occupazionale, rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Sulla base della precedente prassi amministrativa, con riferimento alle misure “over 50”, “under 30”, e dal momento che l’incentivo è legato per lo più all’assunzione a tempo indeterminato, era facile prevedere come il disabile somministrato  assunto a tempo indeterminato dall’APL (con finalità di somministrazione a termine o di staff leasing) dovesse costituire un incremento netto occupazionale rispetto ai dipendenti della medesima APL da intendersi sia quelli assunti a tempo indeterminato a scopo di somministrazione che quelli di staff (diretti) a tempo indeterminato e determinato.

Ma, in modo inaspettato, quanto tale da rendere giustizia, e tanto premesso, con risposta all’interpello n. 23 del 30 dicembre 2016, nei confronti dell’istante Assolavoro, il Ministero del Lavoro ha precisato che in presenza di lavoratori somministrati, gli eventuali benefici legati a queste assunzioni sono fruibili dall’azienda utilizzatrice e il computo dell’incremento netto va valutato sempre con riferimento ai lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice utilizzando il criterio delle Ula, così come già specificato dall’Inps con circolare 99/2016. ”  Ai fini della soluzione del primo quesito, va considerato quanto previsto in materia di principi generali per la fruizione degli incentivi dall’art. 31, comma 1, D.Lgs. n. 150/2015. In particolare la lettera e) espressamente prevede che “con riferimento al contratto di somministrazione i benefici economici legati all’assunzione o alla trasformazione di un contratto di lavoro sono trasferiti in capo all’utilizzatore e, in caso di incentivo soggetto al regime de minimis, il beneficio viene computato in capo all’utilizzatore .Sempre al fine di garantire una uniforme applicazione degli incentivi, la disposizione da ultimo menzionata, alla lett. f), stabilisce altresì quali siano le modalità di calcolo per la determinazione dell’incremento occupazionale netto della forza lavoro mediamente occupata nei dodici mesi precedenti, che con riferimento alla somministrazione deve essere effettuato rispetto ai lavoratori occupati dall’impresa utilizzatrice secondo il criterio convenzionale di derivazione comunitaria dell’Unità di Lavoro Annuo – U.L.A. (cfr. INPS circ. n. 99/2016 p. 5.3.)

Si afferma come ai datori di lavoro sia concesso su domanda un incentivo con conguaglio contributivo, per un periodo massimo di 36 mesi, per le assunzioni a tempo indeterminato, decorrenti dal 1° gennaio 2016, di lavoratori disabili in possesso di specifiche riduzioni della capacità lavorativa o di minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra.

Nello specifico, per ogni lavoratore disabile, assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato:

  • in caso di una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 ed il 79 per cento, il datore di lavoro può richiedere un incentivo pari al 35 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali;
  •  Se il lavoratore è in possesso di una riduzione superiore al 79 per cento l’incentivo è, invece, pari a 70 per cento della suddetta retribuzione;
  • anche i datori di lavoro che assumono lavoratori con disabilità intellettiva e psichica, dalla quale derivi una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, possono fruire di un incentivo pari al 70 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per un periodo di 60 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato, o di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi per tutta la durata del rapporto a termine.
  • In ultimo, si introduce l’erogazione di un contributo in favore dei datori di lavoro ed a carico del F.do Regionale Disabili, quale rimborso parziale delle spese sostenute per agevolare il telelavoro dei disabili oppure adeguare il luogo di lavoro alle esigenze della persona, purchè si parli di soggetti con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%

Gli incentivi sono subordinati:

  1. a)   alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006, inerente:

l’adempimento degli obblighi contributivi; l’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro; il rispetto degli altri obblighi di legge; il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

  1. b)   alle condizioni generali in materia di fruizione degli incentivi, come specificato successivamente;
  2. c)   alla realizzazione dell’incremento netto dell’occupazione, rispetto alla media della forza occupata nell’anno precedente l’assunzione o la trasformazione;
  3. d)   alle condizioni generali di compatibilità con il mercato interno, previste dall’articolo 33 e dal capo primo del Regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

Con riferimento ai principi generali in materia di fruizione degli incentivi all’occupazione, previsti dall’articolo 31 del decreto legislativo n. 150 del 14 settembre 2015, viene precistato che per le assunzioni effettuate per assolvere all’obbligo di cui all’articolo 3 della legge n. 68 del 1999 questi non possono trovare applicazione. Difatti, afferma l’Inps, mentre gli ordinari incentivi all’assunzione intendono orientare la scelta del datore di lavoro verso l’assunzione di un lavoratore svantaggiato, sul presupposto che il datore di lavoro sia libero di scegliere se assumere e con quale lavoratore eventualmente instaurare il rapporto, la previsione legale di cui all’articolo 13 della legge 68/1999 intende per lo più rendere meno gravoso l’adempimento di un obbligo di assunzione, previsto dalla medesima legge in considerazione della speciale condizione di svantaggio, costituita dalla disabilità.

Pertanto, la suddetta deroga circa la non applicazione dei principi generali di fruizione degli incentivi all’occupazione, deve considerarsi legittima solo nelle ipotesi di assunzioni obbligatorienell’ipotesi di assunzioni di lavoratori disabili effettuate oltre la cosiddetta “quota di riserva” di cui all’art. 3 della legge 68/1999, devono trovare applicazione i medesimi principi enunciati nell’art. 31 del decreto legislativo n. 150 del 2015 e che qui si riassumono:

1)   l’incentivo non spetta se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione;

2)   l’incentivo non spetta se l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine, anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;

3)   l’incentivo non spetta se presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione (art. 31, comma 1, lettera c);

4)   l’incentivo non spetta se l’assunzione riguarda lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento (art. 31, comma 1, lettera d);

5)   ai fini della determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata, si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha prestato l’attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato (art. 31, comma 2);

6)   l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione (art. 31, comma 3).

L’incentivo è corrisposto al datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili.

La domanda per la fruizione dell’incentivo è trasmessa attraverso apposita procedura telematica all’Inps. La domanda deve essere inoltrata esclusivamente avvalendosi del modulo di istanza on-line “151-2015”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “servizi on line”, “per tipologia di utente”, “aziende, consulenti e professionisti”, “servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e pin), “dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.,

Entro cinque giorni dall’invio dell’istanza, l’Istituto – mediante i propri sistemi informativi centrali – verifica la disponibilità residua della risorsa e, in caso positivo, comunica – esclusivamente in modalità telematica – che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo massimo dell’incentivo, proporzionato alla retribuzione indicata, per il lavoratore segnalato nell’istanza preliminare.

Entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, il datore di lavoro – per accedere all’incentivo – deve, se ancora non lo ha fatto, stipulare il contratto di assunzione ovvero di trasformazione.

Entro quattordici giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, il datore di lavoro ha l’onere di comunicare l’avvenuta stipulazione del contratto di lavoro, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore. I termini previsti per la stipulazione del contratto e per la presentazione dell’istanza definitiva di conferma della prenotazione  sono perentori; la loro inosservanza determina la perdita degli importi precedentemente prenotati. Nulla vieta al datore di lavoro di effettuare subito l’assunzione e contestualmente avviare la procedura di richiesta disponibilità dell’incentivo. Nel caso della somministrazione, l’operatore per poter agire tramite la “DiResCo”, e perseguire una corretta assunzione, avrà bisogno: contratto di somministrazione; contratto quadro lavoratore di assunzione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione a tempo indeterminato o determinato; Unisomm già effettuato. Da qui ricavare, in particolar modo, i dati identificativi del lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione ovvero la trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine; la tipologia di disabilità (qui sicuramente serve anche l’iscrizione al collocamento obbligatorio nonchè la certificazione circa la tipologia di disabilità e la relativa percentuale);  la tipologia di rapporto di lavoro e, se a tempo determinato, la sua durata; l’importo dell’imponibile lordo annuo ed il numero di mensilità; il nulla osta da parte del Centro per l’Impiego.

Infine, tornando all’interpello Assolavoro, per quanto riguarda, invece, la possibilità di computo del lavoratore disabile introdotto in organico con contratto di somministrazione , il Ministero nell’interpello citato stabilisce che il lavoratore possa essere computato qualora l’impiego presso l’utilizzatore abbia una durata pari almeno a 12 mesi ovvero nella misura in cui l’impiego nella medesima azienda utilizzatrice non risulti inferiore a dodici mesi. Ovviamente, non usando il termine durata iniziale, come confermato da molti CPI si lascia aperta la porta alla successione di proroghe che consentano di raggiungere il benefit allo scoccare del 12° mese.

Annunci