Dimissioni: una nuova inutile burocrazia per combattere un fenomeno sopravvalutato 

Posted by

Con uno dei decreti attuativi del Jobs act è stata introdotta l’ennesima riforma delle dimissioni. Si tratta di una vicenda altamente paradossale iniziata dopo la metà del decennio scorso, quando l’allora ministro del lavoro Damiano avviò una riforma delle dimissioni partendo da un presupposto apparentemente pacifico: la necessità di combattere l’odioso fenomeno delle dimissioni in bianco. 

Chi potrebbe eccepire sull’importanza di reprimere un fenomeno così deprecabile? Nessuno. E allora sulla base di questo presupposto è stata introdotta una normativa che rendeva particolarmente difficile e burocratica una vicenda semplice come la dimissione. Questa normativa fu molto presto abrogata dal ministro Sacconi ma è resuscitata con la riforma Fornero ed è stata rilanciata in forme ancora più complicate con il Jobs Act. 

Quattro riforme in pochi anni tutte approvate senza che nessuno abbia mai avuto la capacità di mostrare se il fenomeno delle dimissioni in bianco ha veramente dimensioni tali da giustificare un intervento legislativo così invasivo o se l, invece, riguarda segmenti per fortuna marginali del mercato del lavoro.

Probabilmente la risposta molto vicina realtà è questa ultima: ma ammetterlo non è abbastanza politically correct, si preferisce approvare misure inutili e demagogiche che non convengono a nessuno.

       

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...