Codice dei contratti: poca semplificazione e qualche buona idea nell’ennesima riforma del lavoro flessibile. 

Posted by

Dopo una lunga attesa ieri è stato finalmente approvato in via definitiva il c.d. “codice dei contratti di lavoro”, un testo unico che racchiudere le principali norme sui contratti di lavoro flessibili.

L’operazione era disegnata nella legge delega n. 183/2014 (il c.d. Jobs Act) come l’occasione per una razionalizzazione del numero dei contratti flessibili ma, soprattutto, per una semplificazione e delle regole applicabili alle diverse forme di flessibilità.

Questo obiettivo si è perso per strada, e il progetto si è trasformato in un lavoro meramente compilativo, nel quale trovano posto poche e specifiche innovazioni, che cambiano alcune regole di gestione delle singole fattispecie contrattuali ma non alterano l’architettura complessiva del sistema.

Dovremo, quindi, tenerci ancora per molto tempo un sistema di “flessibilità complessa”, nel quale esiste, si, la flessibilità, ma questa viene ingabbiata in un numero sterminato (e molto pericoloso da gestire) di vincoli e precetti normativi.

Maggiori passi in avanti si intravedono per le mansioni: vengono recepiti in legge gli orientamenti giurisprudenziali degli ultimi anni, e si individuano i casi e le condizioni che consentono una riduzione dei compiti affidati al dipendente.

Molto controverse le innovazioni sul lavoro a progetto: dal 1 gennaio 2016 tale fattispecie sarà abrogata, ma potranno ancora stipularsi le collaborazioni coordinate e continuate, pur se vincolate da una forte presunzione di subordinazione.

Meno utile di quanto possa apparire è l’ennesimo intervento sull’apprendistato, che ha bisogno di regole stabili e non di riforme continue: l’esatto contrario di quello che il legislatore ha fatto negli ultimi 15 anni.

Al di la delle valutazioni sui contenuti,  c’è da sperare che l’approvazione del “codice dei contratti”, pur con tutti i limiti dell’operazione, sia il punto di partenza di una moratoria legislativa sul lavoro flessibile: il mercato del lavoro è ormai saturo di riforme (gli interventi sul contratto a termine dal 2001 ad oggi sono diverse decine, così anche per molti altri contratti), bisogna fermarsi e lavorare sull’applicazione delle regole, misurare l’efficacia di quello che si è approvato e, solo dopo un adeguato periodo di sperimentazione, decidere se e come intervenire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...