La Naspi spetta anche in caso di licenziamento disciplinare

Posted by

Stefania Cordeddu

In particolare, risponde all’istanza:

• se la nuova indennità di disoccupazione possa essere riconosciuta anche in favore dei lavoratori licenziati per motivi disciplinare;
• se sia possibile ricomprendere, tra le ipotesi per le quali viene concessa la NASpI, anche i casi di accettazione da parte del lavoratore licenziato dell’offerta economica propostagli dal datore nella conciliazione agevolata.

Il Ministero in via preliminare:

• partendo dall’art. 3 del D.Lgs. n.22/2015 sostiene che l’indennità in esame, oltre ad essere riconosciuta in caso di involontaria perdita dell’occupazione, è altresì concessa nelle ipotesi in cui il lavoratore, ricorrendo una giusta causa, decida di interrompere il rapporto di lavoro e, in tutti i casi, in esito alla procedura di conciliazione le parti addivengano ad una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
• Rileva, inoltre, che a differenza della disciplina normativa sull’ASpI, in virtù della quale il Legislatore aveva tassativamente indicato le fattispecie per cui non fosse possibile fruire del trattamento indennitario, nella NASpI è stato specificato l’ambito di applicazione in positivo per il riconoscimento della nuova prestazione di assicurazione sociale, senza indicare le ipotesi di esclusione.

Da quanto premesso,nell’Interpello in esame, si afferma la conformità con il dato normativo, di considerare le ipotesi di licenziamento disciplinare quale fattispecie della disoccupazione involontaria con conseguente riconoscimento della NASpI. Questo perché l’adozione del provvedimento disciplinare è sempre rimessa alla libera determinazione e valutazione del datore e costituisce esercizio del potere discrezionale.

In relazione alla nuova procedura dell’offerta di conciliazione agevolata il Ministro ritiene possibile riconoscere al lavoratore che accetta l’offerta, il trattamento indennitariodella NASpI. Questo perché l’accettazione dell’offerta non muta il titolo della risoluzione del rapporto di lavoro che resta il licenziamento e comporta esclusivamente la rinuncia all’impugnativa dello stesso. Tale fattispecie, pertanto, viene intesa come ipotesi di disoccupazione involontaria conseguente ad atto unilaterale di licenziamento del datore di lavoro.

In conclusione sono ammessi alla fruizione del trattamento della NASpI sia i lavoratori licenziati per motivi disciplinari, sia quelli che abbiano accettato l’offerta economica del datore di lavoro.

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