Giorgio Neglia

 

L’Italia è il paese europeo con il livello di meritocrazia più basso. Nel vecchio continente i paesi più meritocratici risultano essere quelli scandinavi, seguiti da Germania, Gran Bretagna e Francia. L’Italia è in un’ultima posizione, con un punteggio di 23,3 pari a meno della metà della Finlandia (67,7) paese europeo più virtuoso, ma anche inferiore di oltre dieci punti alla Polonia (38,8) e alla Spagna (34,9). 

 Sono questi i risultati del “Meritometro”, il primo indicatore quantitativo, interamente elaborato in Italia dal Forum della Meritocrazia in collaborazione con una equipe di esperti dell’Università Cattolica, di sintesi e misurazione dello “stato del merito” di un Paese, con possibilità di raffronto e aggiornamento periodico dei dati.

Il Meritometro è una novità assoluta tra gli strumenti di valutazione delle principali istituzioni di ricerca socio-economica internazionali. Si basa su 7 pilastri, considerati prioritari a livello mondiale: libertà, pari opportunità, qualità del sistema educativo, attrattività per i talenti, regole, trasparenza, mobilità sociale. Ciascun pilastro è misurato attraverso uno o più indicatori quantitativi ricavati dalle principali statistiche ufficiali.

I pilastri della libertà e della mobilità sociale registrano le maggiori disparità tra i paesi, in entrambi i casi l’Italia si posiziona in ultima posizione. Siamo indietro, insieme a Polonia e Spagna, sul fronte regole e trasparenza. C’è poi un terzo cluster di pilastri dove si registrano differenze sostanziali tra i paesi del nord Europa e i restanti: ci riferiamo all’attrattività per i talenti e alle pari opportunità. Per quanto riguarda la qualità del sistema educativo, il pilastro presenta valori sostanzialmente omogenei tra i vari paesi, pur mantenendosi una marcata supremazia dei paesi del nord Europa e la costante ultima posizione per l’Italia.

 

Nel complesso, la posizione del nostro Paese nel raffronto europeo è sconfortante. Siamo ultimi nella classifica generale, ma anche nelle classifiche relative ai singoli pilastri, con la sola eccezione dell’attrattività dei talenti, dove siamo in penultima posizione. Rispetto ai valori medi, i gap maggiori si riscontrano nei pilastri della trasparenza, delle regole e della libertà.  Ne risulta la fotografia di un Paese che non consente un’adeguata valorizzazione del merito e si connota con i tratti di una società sostanzialmente “opaca” nei meccanismi di selezione, con una bassa mobilità e un sistema di regole poco chiaro e  trasparente. Elementi che necessitano di specifiche policy per recuperare uno spread ancora più preoccupante di quello sui bond, ovvero lo “spread del merito”, che oggi è quasi a 30 punti in meno rispetto alla Germania.

Il Gruppo di lavoro che ha elaborato il Meritometro è composto da: Giorgio Neglia (per il FdM, ideatore dello strumento, coordinatore del Gruppo e membro del Consiglio Direttivo del Forum) e da Alessandro Rosina, Paolo Balduzzi e Andrea Bonanomi (per il centro di ricerca “Laboratorio di statistica applicata alle decisioni economico aziendali” dell’Università Cattolica di Milano).

La versione integrale del Meritometro e maggiori informazioni sui profili degli esperti che hanno collaborato all’elaborazione dello strumento sono disponibili sul sito web del Forum della Meritocrazia: http://www.forumdellameritocrazia.it.

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