Andrea Morzenti

Se vi è capitato di chiedere a chi si occupa di lavoro quali sono – o quali erano – i punti “critici” del mercato del lavoro italiano, con ogni probabilità vi sarete sentiti rispondere:

  • l’incertezza sui contratti a termine e sui contratti di somministrazione di lavoro
  • l’eccessiva discrezionalità dei giudici nelle cause di licenziamento
  • un cuneo fiscale e contributivo troppo alto
  • l’Irap pagata anche sul costo del lavoroAnche gli ultimi tre governi che si sono succeduti fino ad oggi (i governi Monti, Letta e Renzi) hanno individuato tali aspetti come punti critici su cui intervenire. Per tutti, quindi, le malattie del nostro mercato sono (o erano) le medesime.
  • Nella speranzosa attesa che anche il “codice dei contratti” sposi davvero la strada di una netta semplificazione (come lavoro&impresa ha sottolineato con un articolo disponibile a questo indirizzo: https://lavoroeimpresa.com/2015/03/10/per-ridurre-il-contenzioso-la-misura-piu-urgente-e-la-semplificazione-ripensiamo-il-codice-dei-contratti/), sintetizziamo di seguito gli interventi degli ultimi tre governi sui punti sopra riportati:
  • E’ sugli interventi, però, che si riscontrano differenze importanti. I primi due governi – Monti e Letta – hanno proceduto con misure che potremmo definire più tenui. Il governo Renzi, invece, con interventi diretti e molto netti.
 

CONTRATTI A TERMINE E SOMMINISTRAZIONE

(CAUSALE DI UTILIZZO)

Governo Monti

Governo Letta

Governo Renzi

Non richiesta nell’ipotesi di primo rapporto di lavoro di durata max 12 mesi (contratto non prorogabile) e in particolari specifici altri casi previsti dalla contrattazione collettiva nazionale. Non richiesta nell’ipotesi di primo rapporto di lavoro di durata max 12 mesi e negli altri casi previsti dalla contrattazione collettiva di ogni livello. Non richiesta.
Non richiesta in caso di utilizzo di lavoratori disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali, svantaggiati o molto svantaggiati.

(solo somministrazione)

 

LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI

(DISCREZIONALITA’ DEL GIUDICE)

Governo Monti

Governo Letta

Governo Renzi

Reintegrazione per:

– licenziamenti discriminatori

– licenziamenti disciplinari: fatto insussistente oppure sanzione conservativa prevista dai contratti collettivi

– per licenziamenti giustificato motivo oggettivo: fatto manifestamente insussistente

Indennizzo economico negli altri casi (minimo 12, massimo 24 mensilità in relazione all’anzianità del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti, delle dimensioni azienda, del comportamento e delle condizioni delle parti)

Introduzione di un rito giudiziale speciale.

Tentativo di conciliazione obbligatorio del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Regola per licenziamento illegittimo: indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio (2 mensilità per anno di servizio; minimo 4, massimo 24).

Reintegrazione solo per licenziamenti discriminatori e, per licenziamenti disciplinari, qualora il fatto materiale sia dimostrato insussistente

Eliminato il rito speciale.

Eliminato tentativo di conciliazione obbligatorio.

Prevista conciliazione facoltativa “standard” con importi netti e predefiniti.

(regole applicabili solo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015)

 

(RIDUZIONE DEL)

CUNEO FISCALE E CONTRIBUTIVO

Governo Monti

Governo Letta

Governo Renzi

Riduzione del 50% dei contributi Inps e Inail:

– per 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato

– per 18 mesi in caso di assunzione indeterminato

Platea lavoratori:

– lavoratori/lavoratrici di età superiore a 50 anni disoccupati da 12 mesi

– donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in aree svantaggiate

– donne prive di impiego regolarmente

retribuito da almeno 24 mesi

– donne occupate in professioni o settori caratterizzati da disparità uomo-donna > 25% la media nazionale, senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi

Richiesto incremento occupazionale netto del numero dei dipendenti rispetto alla media dei 12 mesi precedenti

Incentivo mensile, per le assunzioni dal 7 agosto 2013 fino al 30 giugno 2015, pari a un terzo della retribuzione mensile lorda per un importo massimo mensile di 650 euro:

– per 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato

– per 12 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato

di un rapporto a termine

Platea lavoratori:

giovani con età compresa tra i 18 e 29 anni e 364 giorni, senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi o privi di diploma di scuola media superiore o professionale

Richiesto incremento occupazionale netto (e mantenimento per ogni mese di vigenza dell’incentivo) del numero dei dipendenti rispetto alla media dei 12 mesi precedenti

Esonero contributivo Inps per 36 mesi sulle assunzioni a tempo indeterminato, con massimale annuo di euro 8.060.

L’esonero non spetta:

– con riguardo ai lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato

– con riferimento ai lavoratori per i quali il beneficio sia già stato usufruito

– ai datori di lavoro che abbiano avuto rapporti a tempo indeterminato con lo stesso lavoratore nei mesi di ottobre, novembre o dicembre 2014

(misura applicabile per le sole assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015)

 

(INCIDENZA COSTO DEL LAVORO SU)

IMPONIBILE IRAP

Governo Monti

Governo Letta

Governo Renzi

Deducibile il costo del lavoro a tempo indeterminato:

– fino a 4.600 euro

– fino a 10.600 euro se donne o under 35

– fino a 9.200 euro in regioni meridionali

– fino a 15.200 euro se donne o under 35 in regioni meridionali

Deducibile il costo del lavoro a tempo indeterminato:

– fino a 7.500 euro

– fino a 13.500 euro se donne o under 35

– fino a 15.000 euro in regioni meridionali

– fino a 21.000 euro se donne o under 35 in regioni meridionali

Costo del lavoro a tempo indeterminato interamente deducibile dall’imponibile Irap
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