Approvato il JobsAct: cosa prevedono le nuove norme

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L’approvazione della legge delega nota a tutti come c.d. Jobs Act è solo il punto di partenza del percorso di riforma del mercato del lavoro: il Governo, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove norme, dovrà infatti emanare uno o più decreti legislativi che daranno attuazione completa ai principi e criteri direttivi contenuti nella delega.
E’ probabile che la prima misura che troverà attuazione, mediante un apposito decreto legislativo, è quella che prevede la revisione dell’articolo 18; sulle altre materie, dovremo aspettare alcuni mesi e, probabilmente, per ciscuna di queste ci sarà un decreto legislativo apposito.
Vediamo in concreto quali misure potrebbero essere adottate con i decreti attuativi.

Ammortizzatori sociali
Il Jobs Act prevede, dopo la riforma già approvata dalla legge Fornero, un nuovo intervento in tema di ammortizzatori sociali.
Si prevede, in caso di disoccupazione involontaria, la definzione di tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori.
Un altro intervento previsto riguarda la razionalizzazione della normativa in materia di integrazione salariale, allo scopo di rendere meno farraginosa e frammentata l’attuale disciplina. Inolre, si prevede la cancellazione di tutte le integrazioni salariali in caso di cessazione attività aziendale, il ricorso alla cassa integrazione solo dopo gli altri rimedi di riduzione orario e la revisione dei fondi di solidarietà in CIG e CIGS.
Il decreto di riforma dovrà, infine, assicurare il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato del lavoro o siano beneficiari di ammortizzatori sociali, tramite la semplificazione delle procedure amministrative e la riduzione degli oneri non salariali del lavoro.

Servizi per l’impiego e politiche attive
Il sistema italiano dei servizi per l’impiego soffre di un problema cronico di inefficienza; il nostro Paese non riesce ad offrire un sistema di servizi, pubblici e privati, adeguati ai fabbisogni delle persone in cerca di occupazione.
Per superare queste carenze, e garantire il diritto alla fruizione dei servizi essenziali in materia di politica attiva del lavoro su tutto il territorio nazionale, si prevedono diverse misure; la razionalizzazione degli incentivi al lavoro, la costituzione di un’agenzia nazionale per l’occupazione, che scaturisca anche dalla razionalizzazione degli enti e delle strutture che operano in materia di ammortizzatori sociali (con personale proveniente da altre amministrazioni), l’adozione di modelli sperimentali per incentivare il collocamenti dei soggetti in cerca di lavoro, la creazione di meccanismi di raccordo tra Agenzia e INPS.
Il decreto attuativo dovrebbe anche trovare misure capaci di rafforzare e valorizzare l’integrazione tra servizi pubblici e operatori privati, per migliorare l’offerta complessiva dei servizi di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Come per la riforma degli ammortizzatori sociali, la delega prevede che il decreto legislativo curi il coinvolgimento attivo del soggetto che cerca lavoro.

Semplificazione
Poco pubblicizzata ma molto importante per il futuro del nostro mercato del lavoro è la delega in materia di semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, che dovrebbe ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese.
Per l’attuazione di questa finalità, si prevede la modifica di tutte quelle disposizioni di legge che creano contrasti giurisprudenziali, interpretativi e amministrativi, di completare il processo di unificazione delle comunicazioni alle pubbliche amministrazioni per i medesimi eventi (infortuni) e di rafforzare le comunicazioni in via telematica, anche per gestire gli eventi tipici del rapporto di lavoro.
Si prevede anche la revisione del regime delle sanzioni e degli adempimenti connessi al libretto formativo del cittadino.

Riordino delle tipologie contrattuali
In tema di forme contrattuali, la legge delega prevede il riordino dei contratti di lavoro vigenti, per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto produttivo nazionale e internazionale.
E’ probabile che questo obiettivo si traduca in un testo unico del lavoro, nel quale le varie forme contrattuali vengano riordinate e razionalizzate.
Altra misura prevista è l’introduzione, anche sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile a tutti i rapporti di lavoro subordinato.
Vi è poi la delega in tema di licenziamenti. A tale proposito, si prevede una forte manutenzione della normativa esistente, mediante la completa eliminazione dei casi – già oggi molto limitati – in cui si applica la reintegra per i licenziamenti economici, e la delimitazione più precisa di quella attuale dei casi in cui si applica la reintegra per i licenziamenti disciplinari. Questa misurà varrà solo per i nuovi assunti, e quindi avremo la convivenza, per molti anni, di regole differenti sui luoghi di lavoro.

Conciliazione dei tempi di lavoro
Il mercato del lavoro italiano ha un tasso di occupazione femminile molto al di sotto delle medie europee. Per favore la crescita di questo segmento della forza lavoro e, più in generale, per adottare politiche del lavoro che consentano di conciliare i tempi di vita e di lavoro, si prevede l’adozione di specifiche misure di sostegno alla genitorialità: indennità di maternità a carattere universale, prestazioni per le lavoratrici madri parasubordinate, introduzione di un meccanismo di tax credit, riconoscimento di incentivi in favore di di accordi collettivi per flessibilità dell’orario lavorativo e impiego di premi di produttività, integrazione dell’offerta di servizi per l’infanzia, e infine revisione delle disposizioni per maggiore flessibilità congedi.

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One comment

  1. Che schifezza…..
    Non sto a commentare tutto l’articolo perchè non ne ho voglia e comincio ad avere i primi conati…comunque tocco solo due punti: 1 i servizi per l’impiego pubblici tutti ricordano che prima di diventare centri per l’impiego (resi quasi obsoleti se non per svolgere pochi servizi burocratici e di orientamento) erano uffici di collocamento pubblici, gli unici punti di riferimento per le aziende che cercavano personale e per chi cercava lavoro e come tutti sanno funzionavano benissimo proprio come quei contratti che offrivano maggiori garanzie prima dell’avvento della stramaledetta unione europea e di tutti questi paletti e agenzie per il lavoro private, d’orientamento e contratti di merda.
    2 mi preme la maternità.
    Sapete che spesso capita ai colloqui di lavoro che responsabili della selezione del personale di determinate aziende chiedano alle candidate se hanno intenzione di avere dei figli? Secondo voi perchè lo fanno? Per anticipare i tempi e gli incartamenti burocratici al fine di evitare loro perdite di tempo e grattacapi nel caso gli rispondano di si dimostrando così un altruismo esemplare andando in contro anzitempo alle potenziali lavoratrici?
    Comunque non si preoccupino lor signori, finchè avremo agenzie per il lavoro private di merda (che campano con lo sfruttamento altrui…ah no, scusate, con il lavoro flessibile altrui) che grazie a questo governo di merda garantiranno (soprattutto se hai fra i 18 e i 29 anni) lavoro a destra e a manca sottopagato, a breve termine, le nascite continueranno a diminuire così come la possibilità e il diritto di ogni persona di avere una famiglia.
    Quindi abbondino le garanzie sulla Maternità! Tanto questa sarà sempre più un lusso per una donna comune.

    Buone Feste a tutti!

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