Dopo venti anni, centinaia di sentenze, un intervento della Consulta, svariate prese di posizione delle diverse sezioni delle Cassazione e una norma interpretativa, finalmente l’ordinamento italiano è riuscito a decidere come si deve interpretare un pezzo importante dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Seppure le diverse tesi in campo erano tutte molto valide sul piano tecnico, il sistema nel suo complesso non ha fatto una bella figura. Le regole sono un’infrastruttura importante che può attirare gli investimenti oppure allontanarli. E non esiste sistema peggiore, per chi deve decidere se investire oppure no in un certo ambiente economico, di quello nel quale le regole sono incerte. Speriamo che la pronuncia delle sezioni unite sia il punto di partenza per la scrittura di norme meno complesse, più agevoli da applicare e meno esposte a letture diverse tra loro. Il fatto che il chiarimento arrivi proprio in relazione a una norma, l’articolo 18, sempre al centro della discussione può aiutare a riportare l’attenzione su questo problema, oggi ancora sottovalutato. È altrettanto positivo il fatto che le sezioni unite abbiano ritenuto di convalidare l’interpretazione contenuta nella legge Fornero, evitando in questo modo il diffondersi di interpretazioni diverse per situazioni uguali.

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