Schettino, quel processo incagliato. Il mondo ci guarda (attonito..)

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La Costa Concordia è riuscita finalmente ad allontanarsi dagli scogli contro cui si era incagliata due anni fa; una sorte analoga non è toccata al processo del lavoro che dovrebbe giudicare sulla legittimità del licenziamento del comandante Schettino, finito in una palude normativa da cui fatica a venir fuori.

E’ stata depositata ieri la decisione delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 17443/2014) circa la competenza territoriale su tale giudizio: la sentenza conferma che la sede di Genova è legittimata a trattare il processo, mentre rifiuta di esprimersi sulla utilizzabilità del c.d. rito Fornero da parte del datore di lavoro.

Per riuscire a capire qualcosa di questa intricata vicenda, è necessario ricostruire i passaggi precedenti.

Nel mese di luglio del 2012, la Costa licenzia il comandante Schettino e, poco dopo, avvia un’azione preventiva (volta ad anticipare, cioè, la possibile impugnazione del dipendente) avanti al Tribunale di Genova, per ottenere una sentenza di accertamento della legittimità del licenziamento.

Questa azione viene promossa applicando il rito sommario introdotto dalla legge n. 92/2012 (il c.d. rito Fornero), ma i legali del comandante eccepiscono l’impossibilità per un datore di lavoro di utilizzare questa procedura e, in ogni caso, lamentano la violazione della competenza territoriale; per rafforzare questa eccezione, impugnano il licenziamento presso il Tribunale di Torre Annunziata.

Il Tribunale di Genova ha respinto l’eccezione dei legali comandante, sostenendo che non si può negare al datore di lavoro la facoltà di utilizzare il rito sommario; a questo punto il Tribunale di Torre Annunziata ha preso atto della litispendenza di due procedimenti uguali sulla stessa materia e, in qualità di Giudice incardinato per ultimo, ha disposto la cancellazione della causa dal ruolo.

Così, è rimasto in piedi solo il procedimento sommario su Genova, ma Schettino non si è arreso, ed ha proposto ricorso in Cassazione, per chiedere l’accertamento della competenza del Tribunale di Torre Annunziata; considerata la rilevanza della questione e l’incertezza della stessa, la Corte ha deciso di chiedere l’intervento delle Sezioni Unite.

Con la sentenza di ieri, le Sezioni Unite stabiliscono che la decisione del Tribunale di Torre Annunziata deve ritenersi corretta, in quanto già pendeva un giudizio a Genova e, quindi, non poteva essere iniziato un processo analogo presso un Tribunale differente.

Secondo la Corte, è altrettanto corretta la decisione con la quale è stato individuato il Tribunale di Genova come sede competente, in quanto tra i fori alternativi previsti dal codice navale rientra anche quello della circoscrizione in cui è iscritta la nave.

La sentenza non si esprime, invece, circa il tema centrale della vicenda, la possibilità di utilizzare il rito Fornero anche per la azioni promosse, in via preventiva, dal datore di lavoro. Questo perché, secondo le Sezioni Unite, il regolamento di competenza promosso di fronte alla Corte di Cassazione ha per oggetto solo la legittimità dell’ordinanza di Torre Annunciata.

Il processo genovese, pur avendo grande rilevanza sostanziale nella vicenda, non può in alcun modo incluso thema decidendum, e la relativa domanda viene dichiarata inammissibile. La conseguenza della decisione è che il giudizio ordinario potrà finalmente riprendere, ma senza certezze definitive in merito alla correttezza del rito scelto.

 

 

 

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