Alessandro Rota Porta

E’ trascorso oltre un anno e mezzo dal blocco degli incentivi legati alla “piccola mobilità” ma la vicenda è ancora nel guado: le conseguenze che potrebbero profilarsi in capo a quei datori di lavoro che, nei primi mesi del 2013 hanno goduto delle agevolazioni sono pesanti poiché, a breve, gli stessi potrebbero essere chiamati dall’Inps a restituirle.
Ripercorrendo le tappe della questione, nel quadro normativo antecedente il 31 dicembre 2012, i lavoratori inseriti nelle liste di mobilità portavano in dote – al datore di lavoro che li riassumeva a tempo indeterminato – un incentivo contributivo pari al 10% dell’imponibile ai fini previdenziali, per massimo 18 mesi.
L’articolo 8, comma 2, della legge n. 223/1991, incentivava altresì l’assunzione a termine dei medesimi lavoratori per un massimo di 12 mesi: se poi, nel corso del rapporto e prima della scadenza, lo stesso veniva trasformato a tempo indeterminato, il beneficio contributivo spettava per ulteriori dodici mesi.
Le criticità sono sorte nel momento in cui la legge di stabilità 2012 (legge 228/2012) non ha prorogato la possibilità per i lavoratori coinvolti in licenziamenti individuali, per giustificato motivo oggettivo, da aziende con meno di 15 dipendenti, di iscriversi alle liste di mobilità.
Ai sensi della circolare Inps 13/2013, sono, infatti, state bloccate le agevolazioni correlate ma non solo quelle riferite a nuove assunzioni avvenute nel corso del 2013 di detti lavoratori, bensì anche le agevolazioni riferite alle assunzioni avvenute nel corso del 2012 (che proseguivano nell’anno 2013) così come la possibilità di riconoscere le agevolazioni per proroghe e trasformazioni a tempo indeterminato, effettuate nel 2013, di rapporti agevolati instaurati prima del 31 dicembre 2012.
Con il messaggio 18639/2013 l’Inps ha poi sospeso il recupero degli incentivi fruiti indebitamente nel corso del 2013, in attesa di chiarimenti da parte del Lavoro che – ad oggi – non sono ancora pervenuti.
Sul punto, va anche precisato come il messaggio Inps n 4679 del 18 marzo 2013 fosse intervenuto “in corsa”, anticipando al 31.12.2012 la scadenza dei benefici connessi ai rapporti agevolati in corso di validità, instaurati con lavoratori iscritti nelle piccola mobilità.
L’ultimo atto della vicenda è contenuto nel messaggio 2889/2014 che sospende fino al 15 settembre 2014 il recupero delle agevolazioni nel frattempo fruite nel corso del 2013. Dopodiché l’Inps emetterà le note di rettifica.
Non si comprende, peraltro, come l’Inps possa trattare in modo differente situazioni analoghe: la circolare 137/2012 – nell’illustrare la sorte delle agevolazioni legate ai trattamenti di “mobilità” – che terminerà al 31 dicembre 2016 (a seguito della legge 92/2012), specifica, infatti, che alle assunzioni, proroghe e trasformazioni che dovessero intervenire entro il 31 dicembre 2016 spetterà l’incentivo per la durata prevista dalle disposizioni abrogate, anche se lo stesso dovesse scadere successivamente alla suddetta data. Logica del tutto diversa dalla sorte che stanno invece subendo gli incentivi legati alla piccola mobilità.

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