Verso un Testo Unico per la Somministrazione? Come aderire al progetto

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Michele Tiraboschi, Giampiero Falasca

Non pochi sono i dubbi interpretativi che stanno accompagnando la prima fase di attuazione del decreto lavoro. L’attenzione di operatori ed esperti si è sin qui concentrata sui problemi applicativi della nuova disciplina del contratto a termine e dell’apprendistato.

Non meno rilevanti sono, tuttavia, i temi da approfondire rispetto alla somministrazione di lavoro: un istituto centrale nel funzionamento di moderni mercati del lavoro incentrati su logiche di specializzazione produttiva e di cooperazione tra imprese, che tuttavia ancora non decolla per mancanza di visione e strategia di lungo periodo.

Nel corso dell’ultimo decennio, il sistema normativo, le parti sociali e la giurisprudenza hanno troppo spesso confuso la somministrazione a tempo determinato e il lavoro a termine, finendo per nascondere la diversa funzione che svolgono questi strumenti contrattuali e le specificità che li caratterizzano.

Anche la contrattazione collettiva di settore ha faticato a recepire le aspettative di innovazione che uno strumento come la somministrazione genera nel mercato del lavoro, ma si è concentrata soprattutto nella ricerca di regole vincolanti e, in alcuni casi, eccessivamente burocratiche.

Un’occasione importante per aprire la discussione sulle regole della somministrazione viene offerta dal progetto di riforma del mercato del lavoro presentato dal Governo Renzi, nella parte in cui ipotizza il riordino delle forme contrattuali di lavoro flessibile.

Per dare un contributo concreto a tale discussione, vogliamo aprire un confronto pubblico con uomini e donne di azienda, operatori del mercato del lavoro, consulenti legali, ricercatori e cultori della materia che sono tutti invitati a unirsi a noi attraverso una piattaforma di cooperazione ad accesso riservato; altrettanto faremo con le parti sociali e con i soci di ADAPT.

L’obiettivo finale è quello di elaborare, nell’ottica della semplificazione del quadro regolatorio del lavoro e della certezza del diritto, un vero e proprio “Testo Unico della somministrazione”, sulla falsariga di quanto già fatto dal Legislatore per la sicurezza sul lavoro e l’apprendistato, da consegnare al Governo e alle parti sociali, nel corso dell’eventuale percorso attuativo della legge delega.

Siete tutti invitati a partecipare: chi volesse contribuire al lavoro è pregato di inviare una mail di adesione a silvia.spattini@adapt.it.

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3 comments

  1. Ecco il mio contributo, IO NON LO VOGLIO IL LAVORO SOMMINISTRATO E LE AGENZIE PER IL LAVORO PRIVATE.
    Ma vi rendete conto che nessun Italiano le ha mai volute queste maledette agenzie per il lavoro private?
    Che è un sistema che come ben vediamo ha fallito clamorosamente e portato ulteriore miseria nel Paese come se già non fosse bastato l’euro di merda e ben tre governi di merda che nessuno ha mai eletto?
    Visto che vi piacciono tanto le statistiche andate a vedere un pò come andava l’Italia quando ancora non era entrata nell’euro e quando non esistevano queste agenzie.
    Il lavoro somministrato fa cagare! è umiliante, non da nessuna garanzia, non aiuta a sviluppare nessuna competenza in modo professionale, il lavoro somministrato è schiavismo puro!
    Io ho lavorato per una di queste agenzie, mi avevano rinnovato il contratto per ben tre volte con prospettive di assunzione da parte dell’azienda, durante l’ultimo contratto ho avuto un incidente stradale extralavorativo che mi ha costretto a casa per 5 mesi mettendo in conto anche 1 mese di fisioterapia in quanto riportai una frattura vertebrale e qualche ferita.
    L’agenzia durante il periodo di convalescenza mi rassicurò sul fatto che avrei riavuto il mio posto una volta tornato integro (pur sapendo delle lunghe tempistiche) in quanto la ditta era soddisfatta del mio lavoro, questa notizia mi rincuorò parercchio vista la difficoltà con cui ero riuscito a trovare quel lavoro, tanto da portarmi a ripensare all’idea che ho sempre avuto delle agenzie per il lavoro private.
    Nonostante la brutta botta, non riportai nessun postumo invalidante e con tanto di certificato medico avrei potuto riprendere il mio lavoro ma quando avvisai l’agenzia questi mi dissero che l’azienda non era più disposta a riprendermi.
    Ecco come funzionano bene le agenzie di merda che propongono contratti di stramerda privi di tutele.
    Chi lavora davvero e ci vive davvero in questa merdosa realtà che non è fatta di statistiche e di numeri ma di persone con una vita, chi vive in questa realtà di merda che gli hanno costruito intorno parolai irresponsabili e vergini del lavoro lo sa bene.
    Grazie a tutti coloro che perpetuano questo sistema, stanno rovinando la vita alle persone.
    Mi raccomando cancellatemi il commento come hanno fatto altri vostri colleghi e raccontatevela fra di voi che sicuramente così andrete sempre d’accordo.

  2. Grazie, si, non so perchè ma alcuni dei miei commenti appaiono e scompaiono, adesso ad esempio li vedo, mezz’ora fa no.
    Comunque colgo l’occasione per sottolineare che le agenzie private per il lavoro fanno cagare e nessuno le vuole se non il governo (a mio avviso illegittimo) e le aziende che cavalcano l’onda delle assunzioni easy.
    Questo servizio era e deve essere pubblico!
    Il sistema oltre a rendere legali tutti questi contratti di merda ridicoli, (come ho già scritto una di queste agenzie leader nel settore della miseria umana nonchè azienda multinazionale mi offrì 1 GIORNO DI LAVORO, offerta che proprio io che ho fatto di tutto pur di lavorare rifiutai in quanto la ritenni veramente offensiva) ha semplicemente obbligato gli Italiani in cerca di lavoro a passare per le agenzie altrimenti gli Italiani avrebbero continuato a rivolgersi al caro e relativamente vecchio Uff. di collocamento pubblico.
    E’ una vergogna.
    Buona giornata

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