Pasquale Siciliani

di Pasquale Siciliani
twitter: pasq_siciliani

Il governo Renzi sembra non trovare pace sul testo del Jobs Act e annuncia le ennesime modifiche alla disciplina dei contratti a termine e dell’apprendistato. Governo e maggioranza questa volta promettono di aver trovato la quadra raggiungendo un accordo su 8 emendamenti che “semplificherebbero” la disciplina.
La novità più significativa riguarda l’impianto sanzionatorio per lo sforamento del tetto di utilizzo dei contratti a termine (attualmente fissato al 20% del personale impiegato al 1° gennaio dell’anno di riferimento). In luogo della discussa trasformazione a tempo indeterminato dei contratti che superano tale soglia, si applicherà una sanzione pecuniaria.
Sembra semplice ma non lo è. L’entità della sanzione dipenderà dal numero dei contratti a termine che hanno oltrepassato la soglia: 20% della retribuzione se lo sforamento riguarda un solo dipendente, 50% se riguarda più lavoratori. Ma non è finita. Il limite del 20% non si applicherà ai contratti a termine stipulati nell’ambito di programmi di ricerca e innovazione (definizione alquanto generica). Dulcis in fundo, le nuove regole non si applicheranno neanche ai rinnovi dei contratti a termine esistenti, in quanto non soggetti a limiti quantitativi. Novità anche per quanto riguarda il regime transitorio: le imprese dovranno adeguarsi al limite del 20% entro il 31 dicembre 2014 a meno che il contratto collettivo non preveda soglie più favorevoli.
Gli emendamenti riguardanti l’apprendistato non sono meno cervellotici. La quota di stabilizzazione obbligatoria del 20% si applicherà soltanto alle imprese che occupano 50 dipendenti (a fronte dei 30 dell’attuale versione).
Se siete riusciti a mantenere la concentrazione fin qui, respirate e continuiamo.
La formazione di base dell’apprendistato professionalizzante subisce una complicazione non da poco: le Regioni dovranno indicare sedi e calendario delle attività previste potendo avvalersi, in via sussidiaria, anche delle imprese e delle loro associazioni. Infine, il contratto di apprendistato verrà esteso alle attività stagionali, ma solo per alcune realtà territoriali e sempre che Regioni e Province abbiamo definito un sistema di alternanza scuola-lavoro.
“Il lupo perde il pelo ma non il vizio” verrebbe da dire. Declamando inesistenti semplificazioni il governo insiste nel riscrivere norme di cui non è mai sembrato pienamente convinto.
L’infante Jobs Act ha già subito troppe modifiche e revisioni e la sensazione è che non si trovi il coraggio di prendere una direzione. Da una parte si propende per la flessibilità assoluta (acausalità) dall’altra si introducono sanzioni, esenzioni e burocrazia. Tirando sempre un colpo alla botte e uno al cerchio il rischio è di peggiorare le cose. E intanto il “Divieto di Assumere” continua a regnare indisturbato.

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